La clave

La clave è uno strumento musicale composto da due bastoncini di legno, tipico di Cuba o dell’Africa. Abbiamo infatti la clave cubana e quella africana, che differiscono per la loro dimensione e per la loro fattezza. Quella africana è composta da un bastoncino piccolo ed uno grosso forato al centro e concavo su un lato, mentre quella cubana (più in basso) è composta da due bastoncini di uguale diametro. Questi due bastoncini percossi fra loro, con una tecnica appropriata, in modo che la mano faccia da cassa armonica, producono un suono, o meglio una ritmica, su cui si basa tutta la musica cubana e non solo, dall’afro, alla rumba, a tutto ciò che è ballo popolare.

La storia della nascita della clave è molto controversa, tuttavia molti concordano che il primo utilizzo di questo strumento sia da attribuire proprio all'Africa, anche se la vera e propria diffusione in ambito musicale pare sia iniziata sull'isola di Cuba, per la precisione a l'Havana, quando dal secolo XVI fino al secolo XVII il porto era il centro vitale di tutta la capitale. La sicurezza del porto fortificato, con la sua reputazione di essere inespugnabile, assicurava alla città l’arrivo di tutte le barche e con esse le ricchezze delle terre d’America, fino a riconoscerne l’incontestabile titolo di “Chiave delle Indie”.

Anno dopo anno, l’Havana a Cuba e Siviglia in Spagna si scambiarono uomini, merci, sapere ed abitudini, a causa dell’andirivieni delle navi su quella rotta. Nel porto si mischiarono le musiche d’Africa, echi nelle memorie degli schiavi neri, e le musiche dell’Andalusia, contribuendo a costruire un cubanismo nascente. Il porto dell’Havana vibrava di attività: occorreva riparare le imbarcazioni di legno danneggiate dalle tempeste e dai pirati e rimetterle in buono stato, prima di restituirle al mare, cariche di merci preziose, alla volta delle famigerate isole Bermuda, passaggio obbligato per il ritorno in Europa. Le caviglie erano bastoncini di legno che servivano per fissare le sartie ed i pezzi delle imbarcazioni ed erano ammassate a migliaia nei magazzini del porto.

Erano di un legno immarcescibile nell’acqua di mare e di una qualità senza eguali, esse erano i pezzi essenziali di un imbarcazione, vere chiavi di volta, senza le quali niente sarebbe stato possibile. Erano le responsabili della sicurezza in mare, si può dire che su di esse riposava tutto l’edificio commerciale. Nelle mani degli operai e dei falegnami della marina, esse si scontravano al ritmo del lavoro, liberando un suono profondo e nostalgico, causato dalla durezza del legno utilizzato (acana, jiqui, guayacan, jucanan, quiebrahacha, ecc.). Quando il lavoro si fermava i depositi e le taverne del porto si popolavano di musica e di canti e le caviglie, o “Claves”, diventavano naturalmente percussioni nelle mani della gente povera che non aveva strumenti e per la quale suonare era un’attività naturale e quotidiana. Fu così che, levigata dal tempo e dalle mani degli schiavi neri e dai carcerati venuti dall’Andalusia, la clave scivolò lentamente dalla sua funzione di pezzo di imbarcazione al suo status di strumento musicale: un porto che è una chiave del mondo, due pezzi di legno, pezzi essenziali delle barche, diventarono un’altra chiave: quella della musica cubana. In effetti, è alla percussione delle claves che l’orchestra si affida. E se il suonatore della clave perde il ritmo, è tutto un edificio che precipita, quello della musica.

 Come si suona

Si prende per un estremo uno dei due bastoncini nella mano destra e si batte aritmicamente, con un movimento morbido e rilassato che parte dal polso, sul centro del bastoncino sorretto dalla mano sinistra. La presa della mano sinistra è essenziale: il bastoncino si regge tra il pollice e le altre dita. Si trova così a riposare all’interno del palmo che assume la funzione di cassa di risonanza. La pressione esercitata sulle dita, il modo di “arrotondare” il palmo e ovviamente la forza del tocco, influenzano il timbro e la potenza del suono ottenuto. Il bastoncino destro, attivo, è simbolicamente la parte maschile dello strumento, mentre il bastoncino sostenuto dalla mano sinistra, passivo all’apparenza dal quale esce il suono ottenuto, ne è la femmina. Spesso i vecchi suonatori di claves, per abitudine o tradizione, usano sempre la stessa mano per lo stesso bastoncino: uno sarà sempre il destro, maschio, e uno il sinistro, femmina, anche se le claves nuove all’inizio sono identiche e simmetriche. Col passare del tempo, i tocchi ripetuti creano un “vuoto” nel legno, in modo peculiare e differente per i due bastoncini: l’esame di una coppia di claves usate rafforza senz’altro il simbolismo della sessualità.

 Dove sono posizionati i colpi

Prima di descrivere dove sono posizionati i colpi è importante chiarire la suddivisione del tempo all'interno di una battuta musicale. Come figura ritmica la clave è una sequenza alternata di due misure (ciascuna delle quali occupa ½ battuta musicale) la prima delle quali è sincopata ed è composta da tre colpi, mentre l'altra è lineare e ne ha solo due. Sincope in greco ha il significato di spezzare, percuotere, rompere e in musica viene ad indicare il procedimento per il quale una nota ha il suo attacco su un’unità di tempo debole e si prolunga sull’unità forte di quest’ultima. Questa sequenza di colpi alternati, se ripetute più volte a breve intervallo, come nel nostro caso, produce un’impressione di agitazione ed instabilità del ritmo. Un ritmo sincopato è pertanto un ritmo in cui vengono evidenziati, oltre agli accenti forti (in battere), anche gli accenti deboli (in levare). Per comprendere bene cosa sono gli accenti in battere e in levare della clave (ed anche per fugare i molti dubbi e le ambiguità che spesso questi termini acquisiscono anche tra i più esperti) passiamo subito ad un esempio pratico: suonando un brano in 4/4 noi musicisti normalmente, tenendo il tempo, suddividiamo una battuta in 4 parti (1-2-3-4) che per noi sono tutti tempi forti (in battere), mentre i ballerini contano la nostra stessa battuta suddividendola in 8 parti (1-2-3-4-5-6-7-8) quindi per loro i tempi forti (o in battere) sono 1-3-5-7, mentre i tempi deboli (o in levare) sono 2-4-6-8.

Lo schema qui sotto rappresenta in modo grafico quanto appena descritto.

Possiamo ora a collocare i punti esatti dove andrà a colpire la clave, inserendo i colpi nella prima e nella seconda misura, andando così a conoscere i tipi di clave più comuni. Si tratta di pattern antichissimi di diretta provenienza africana ancora oggi diffusissimi nella musica del continente nero insieme ad un infinità di varianti e derivati. A Cuba sono stati codificati da varie generazioni di musicisti e prendono il nome dei generi musicali più importanti. Esistono principalmente due tipi di clave, che descriveremo nei paragrafi successivi: la Clave di Son (chiamata anche Clave Blanca) ed un'altra di più difficile esecuzione denominata Clave di Rumba (o anche Clave Negra).

 La Clave di Son (clave blanca)

La più conosciuta ed utilizzata è la Clave di Son (o Clave Blanca) senz’altro regina della musica popolare cubana e anche in quella oggi molto diffusa con il nome di Salsa, infatti viene spesso nominata anche Clave di Salsa. Abbiamo prima parlato della misura (o mezza battuta) sincopata, alternata con la successiva misura lineare, ed è proprio questa suddivisione asimmetrica e binaria del tempo ciò caratterizza e condiziona fortemente la musica cubana e latina in generale.

La posizione dei colpi della Clave di Son è la seguente: 1-2½-4-6-7

La prima misura sincopata, considerata forte, è sempre contrapposta a quella successiva, lineare o debole, ed il loro accoppiamento crea un continuo alternarsi di tensione e di rilassamento ritmico della musica. Ascoltando un brano di salsa possiamo seguire la melodia contando gli otto tempi: 1-2-3-4-5-6-7-8 etc., oppure la ritmica scandendo la clave PA---PA---PA----PA-PA. Alla fine del giro ci troveremo di nuovo sull’uno musicale, pronti a ricontare l’uno o a ricantare il primo colpo di clave. Il ritmo è scandito dalla sezione percussiva dell’orchestra, ciascuna percussione esegue un suo peculiare pattern ritmico, che però è capeggiato, diretto e legato indissolubilmente alla clave. Tant’è che quando la clave è sottintesa o coperta dal suono degli altri strumenti, si può facilmente desumere dal suono delle altre percussioni.

 La Clave di Rumba (clave negra)

La Clave di Rumba (o Clave Negra) invece, differisce dalla Clave di Son per un ritardo del terzo colpo di un sedicesimo e per un accento maggiore sul quinto ed ultimo colpo. Questo tipo di clave è la chiave, la metrica essenziale di tutto ciò che abbraccia l’Afro cubano, la Rumba che sia esso Guaguancò, Columbia e Jiribilla (tipicamente maschile), rumba Mimetica ma anche Yambù, ma la possiamo trovare anche in alcuni brani di Salsa di ritmica cubana o di Timba. La cosa migliore per poter interpretare questo tipo di clave è conoscere anche gli altri strumenti, quali Cajon, Cencero (o Campana), Tumbadoras (o Congas), Catà, Guiro e infine i Batà. Ascoltando un brano di Rumba possiamo seguire la melodia contando così: PA---PA----PAUM----PA-PA'.

La posizione dei colpi della Clave di Rumba è la seguente: 1-2½-4½-6-7

Come si può notare la seconda misura è sostanzialmente uguale alla Clave Blanca (tranne per l'accento maggiore sul colpo finale), mentre la prima misura contiene ben due colpi che cadono fuori dal tempo musicale, la quale cosa nei principianti crea molti problemi di esecuzione, quindi la figura dovrà essere praticata con molti esercizi propedeutici prima di essere inserita in un contesto musicale in quanto, come detto sopra, l'errata esecuzione della clave è in grado di mandare fuori tempo i musicisti nel giro di poche battute. 

 La differenza tra il "tres-dos" e il "dos-tres"

La sequenza in battere e levare è senz’altro una delle implicazioni più evidenti di questo tipo di concezione ritmica, ma dal punto di vista pratico ne abbiamo un'altra da affrontare: la direzione della clave. Con direzione della clave si intende definire quale delle due mezze battute, la forte o la debole, venga iniziata per prima, dato per assunto che in un brano musicale la clave non s’interrompe mai dall’inizio alla fine.
Proprio in questo ambito, si parla spesso di clave 2/3 (dos/tres) e clave 3/2 (tres/dos) come se fossero due cose differenti. In realtà con queste due indicazioni numeriche si intende definire proprio la direzione della clave in un preciso brano musicale. Clave 3/2 significa che il brano inizia con la misura forte (3 colpi); clave 2/3 signfica che il brano inizia con la misura debole (2 colpi).

Quando allora usare una o l'altra forma?

Se balliamo salsa cubana useremo la Clave di Son, partiremo certamente sull’uno musicale e quindi muoveremo il nostro primo passo sul primo colpo della clave 3/2 (che coincide con l'uno musicale). La salsa portoricana, invece, di solito viene ballata sul due. A seconda del pezzo musicale, della coreografia, della linea di pensiero e non ultimo dei gusti personali, il ballerino può decidere di ballare sul due musicale, oppure sul due ritmico partendo cioè sul primo dei due colpi della battuta debole (ballare in clave). Le due cose, come vedremo più avanti, nel caso di un brano suonato in clave 2/3, si sovrappongono perfettamente. Al contrario, il ballerino che decida di ballare sul due ritmico un brano suonato in clave 3/2, si ritroverà a ballare (cioè a muovere il primopasso) sul sei. La Clave Blanca nalla Salsa quasi sempre viene suonata al contrario o rovesciata, per un adattamento agli strumenti dell’orchestra e quindi alla melodia generale.

C’è poi la Clave di Rumba, molto più diffusa nel folclore e, negli ultimi 20 anni, anche nella musica popolare più moderna o in quella di fusione. Viene utilizzata spesso anche nelle salse con ritmica cubana. In questo caso la clave 2/3 o clave rovescia viene suonata in parecchi brani oppure desunta dalla 3/2 dai ballerini di salsa portoricana (sostanzialmente quando ballano sul due musicale un brano in clave 3/2).

 

 

https://youtu.be/mEkq34nJKO0

 

https://youtu.be/nucwwG-Dsvk

In conclusione, la Clave, che sia essa Blanca o Negra, è la base di tutta la musica cubana, è lo strumento e la figura musicale su cui si basano e si sviluppano tutti gli altri elementi dell’orchestra…è il cuore della melodia… il sabor che un buon bailador deve possedere dentro di sé.